Batteria esterna portatile per dispositivi mobili: come e quale scegliere

Batteria esterna portatile per dispositivi mobili: come e quale scegliere

N.B. Questa guida all'acquisto, proprio come tutte le altre, è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo.

Uno dei difetti che affligge maggiormente i dispositivi di ultima generazione, così potenti e ricchi di funzioni, è sicuramente la scarsa autonomia. Capita infatti di non riuscire ad arrivare a fine giornata col proprio dispositivo e ad essere costretti a doverlo ricaricare più volte. Non sempre però si ha il caricabatterie o una presa elettrica a disposizione, soprattutto durante lunghi viaggi o passeggiate all’aperto. È allora necessario avere sempre a portata di mano una batteria esterna portatile in grado di garantire la ricarica di uno o più dispositivi, in base alle proprie esigenze.

Grazie infatti a soluzioni di ogni genere, catalogabili per grandezza, funzionalità e amperaggio, è possibile scegliere la migliore, sia in quanto a qualità che a prezzo –  trovando magari un giusto compromesso tra le due cose. Andiamo allora a vedere in questa nostra guida quali secondo noi sono le migliori e come sceglierle.

Migliore batteria esterna: quale comprare

Acquistare una batteria esterna è una cosa che, secondo molti consumatori, è estremamente semplice. Questa semplicità si basa sulla concezione di ciò che fa, in poche parole, una batteria esterna: ricaricare, tramite dei cavetti, i dispositivi stando lontani da una presa di corrente. C’è da dire però che questo approccio semplicistico finisce sempre praticamente sempre col lasciare i consumatori scontenti dopo solo pochi giorni dall’acquisto, destando confusione e non poco malcontento – visto anche che, solitamente, i powerbank presenti nei grandi negozi di elettronica dispongono anche di un prezzo tutt’altro che vantaggioso.

Prendere la scelta alla leggera è alla base dell’errore: in una batteria esterna, contrariamente a quanto si possa pensare, sono svariate le variabili di scelta e i requisiti minimi da considerare prima dell’acquisto. Abbiamo raccolto quattro criteri di scelta fondamentali, e li illustriamo di seguito.

Capacità

batteria esterna

Il primo su tutti è, senza dubbio la capacità. Con questa si indica la dimensione complessiva delle celle interne di una powerbank: più la capacità è elevata, più la batteria esterna accumula energia utile da trasportare con sé. La capacità si misura in mAh (milliampereora), ed è presente sia sulle powerbank che in qualsiasi altro dispositivo mobile che disponga di una batteria. Non considerare questo elemento è assolutamente errato: è ciò che fa considerare le batterie esterne spesso come “troppo ingombranti” o “poco efficienti”.

Ci sono però da precisare un paio di criteri aggiuntivi proprio in termini di capacità. Il primo è che, più una batteria ha una capacità elevata, più tenderà ad essere voluminosa: questo implica infatti che più celle interne vengano sovrapposte, in modo da creare inevitabilmente uno spessore più elevato. C’è inoltre da precisare che la capacità indicata sempre sulla scheda tecnica del prodotto e spesso e volentieri anche all’interno del nome del modello stesso non è mai la capacità effettiva che la batteria esterna ha.

Questo è dovuto a due motivi essenziali: il primo, è che avviene il fenomeno della dispersione elettrica, e quindi l’energia passando dal powerbank fino al telefono tramite il cavo non è all’atto pratico tutta; il secondo, ancora più impattante, è che i dispositivi che vengono collegati in mobilità spesso e volentieri rimangono accesi, e hanno quindi un consumo. Certamente, potreste spegnere il vostro smartphone quando lo ricaricate tramite powerbank risparmiando così energia utile, ma se acquistate una batteria esterna non è proprio perché volete rimanere connessi e col telefono in funzione? La capacità effettiva della batteria esterna rappresenta comunque una percentuale pari al 70% o più rispetto alla capacità ideale: tutte le batterie che stanno al di sotto di questa soglia non saranno presenti all’interno della nostra guida.

Velocità di carica

Batteria esterna

Passiamo ad un’altra caratteristica essenziale, ovvero la velocità di carica. Questa sostanzialmente consiste nella capacità di ricaricare i dispositivi ad una certa intensità, riducendo quindi i tempi di attesa affinché questi siano completamente o parzialmente (e sufficientemente) carichi. La velocità di ricarica è strettamente legata alla corrente in uscita che una batteria esterna è in grado di offrire su una singola porta. Tale corrente si misura in ampere (A), sebbene vada messa necessariamente in rapporto anche alla differenza di potenziale che viene espressa in volt (V). Il prodotto di questi due valori (moltiplicati fra di loro) non è altro che la potenza, espressa in Watt (W). Ma come ci sono utili tutte queste sigle per capire la velocità di carica?

Semplifichiamo il tutto. Sulla scheda tecnica dei vostri prodotti dovreste fare caso a quello che è l’input, espresso appunto sia in Volt che in Ampere. Scegliendo una batteria esterna dotata di un voltaggio e un amperaggio sufficiente, allora dovreste sostanzialmente avere una ricarica il più rapida possibile. Che succede però se la batteria è “troppo potente”? Assolutamente niente, il dispositivo assorbirà solo l’amperaggio e il voltaggio che necessita. E che succede, al contrario, se la batteria non arriva agli ampere e ai volt indicati? I tempi di ricarica saranno lunghissimi. Come dite? Vi è sempre capitato con un powerbank? Appunto.

Il “trucco” è guardare alle tecnologia di ricarica rapida. Ormai quasi tutti i dispositivi ne hanno una, dalla semplice Qualcomm Quick Charge 4.0, passando per tecnologie proprietarie che ora si appoggiano tutte sullo standard universale Power Delivery. Scegliendo una batteria esterna che le supporta, soprattutto l’ultima, punterete su un prodotto in grado di ricaricare rapidamente più dispositivi possibili. Preoccupatevi dunque della presenza di un connettore USB Type-C e del supporto PD.

Portata

Altro aspetto decisamente collegato a quello appena citato è la portata: quanti dispositivi posso ricaricare simultaneamente con la batteria esterna che acquisterò? La domanda è più che lecita, e la risposta è sempre da trovare nei numeri relativi ad amperaggio e a voltaggio. Ogni batteria esterna dispone di un amperaggio e un voltaggio massimo, e di un amperaggio e voltaggio per singola porta. Una volta la combinazione sulle batterie esterna era classica: una porta più lenta da 1 Ampere, e una da 2.4 più rapida. Ormai però i tempi sono diventati più maturi: anche gli smartphone da 100€ dispongono di un ingresso da 2.4 Ampere, e dunque le batterie esterne tendono ad avere di base tutte porte da 2.4 Ampere. L’alternativa è, come abbiamo detto, la Power Delivery da 3 Ampere.

Oltre a questo però, ci sono da considerare dei valori totali: una batteria esterna con quattro porte USB non avrà senza dubbio la possibilità di ricaricare al massimo della velocità quattro smartphone. Questo avviene perché l’amperaggio totale è comunque un collo di bottiglia da considerare, ed è una specifica tecnica da dover leggere quando si acquista un dispositivo. Qualora un amperaggio massimo dovesse essere inferiore a quello realmente richiesto dai dispositivi connessi alle porte USB (ad esempio, tre tablet), allora i dispositivi si ricaricheranno più lentamente.

Ricaricare uno o due dispositivi simultaneamente è alla base della ricarica rapida, ma ciò non toglie che potreste aver bisogno di più porte e più cavetti da usare contemporaneamente: se è così, fate caso all’amperaggio massimo della batteria esterna, poiché dovrà necessariamente essere alto per reggere la carica in velocità del tutto.

Velocità di ricarica

Ultimo criterio per valutare le batterie esterne non può che essere la velocità di ricarica, ovvero il tempo che ogni batteria esterna impiega per essere ricaricata, da 0 al 100%. Anche in questo caso i numeri sono dalla nostra parte: sfruttando un caricabatterie USB in grado di raggiungere l’amperaggio richiesto in ingresso dalla batteria esterna mediante micro USB o USB Type-C, è possibile ottenere dei tempi ridotti al massimo. Attenzione a non sottovalutare però quest’aspetto: è assolutamente necessario capire in quante ore una batteria esterna si ricarica, al fine di non uscire di casa a secco di energia. Se ricaricare la batteria esterna durante le ore notturne inoltre vi suggeriamo di optare per un caricabatterie da presa con almeno doppia porta USB, così da poter rifocillare il powerbank senza rinunciare alla ricarica del proprio telefono (e/o altri device).

Sebbene possa risultare ovvio, c’è da precisare che la velocità con cui la batteria esterna si ricarica è strettamente proporzionale alla capacità: a parità di amperaggio, più una batteria esterna ha una capacità elevata, più impiegherà delle ore per ricaricarsi.

Batteria esterna

Capiti i criteri selettivi, passiamo a vedere le migliori batterie esterne sul mercato categorizzate per capacità: andiamo da quelle di capacità alta, sopra i 20.000mAh, passando verso quelle di capacità media, fra i 15.000 e i 18.000mAh, fino ad arrivare a quelle di capacità bassa, di circa 10.000mAh o inferiori.

Grandi capacità: dai 15000 mAh in poi

Anker PowerCore Essential 20000mAh

Iniziamo la nostra guida alla batteria esterna 20000mAh con un modello economico, di recente arrivo sul mercato e senza troppi fronzoli: siamo di fronte ad una powerbank da 20.000mAh che vuole mettersi a disposizione di tutti, anche senza badare più di tanto agli standard di ricarica rapida. Parliamo della Anker PowerCore Essential 20000mAh, prodotto semplice come già detto e che mette a disposizione un output in potenza su due porte USB full size classico pari a 15 Watt. Queste riescono a ricaricare in modo rapido un po’ tutti i dispositivi, senza andare però ad abbracciare nessuno standard di ricarica attualmente disponibile.

Le porte, come detto, sono due: ne troviamo altre due per gli input, rispettivamente micro USB e USB Type-C. In questo caso Anker ha limitato quest’ultima solo in un verso (piccola pecca), quindi potete ricaricarla col connettore che preferite. Tenete però in considerazione che per ricaricarla completamente sono necessarie ben 10 ore, proprio perché non sono presenti standard di ricarica rapida. Siete di fronte alla migliore batteria esterna 20000mAh se avete un budget limitato ma volete comunque un buon prodotto di qualità. Nella confezione sono presenti sacchettino per il trasporto e un cavetto micro USB.

Charmast W2002P 26800mAh

Aukey Power Bank Wireless 20000mah

Litionite Tanker 50000mAh

Giungiamo alla fine della sezione dedicata alle grandi capacità e troviamo la migliore batteria esterna per i notebook, anche per quelli che non dispongono di alimentazione USB Type-C. Parliamo della Litionite Tanker 50000mAh, un prodotto giunto sul mercato proprio per quella piccola fetta di utenti che ha bisogno di mantenere in carica il proprio notebook ovunque. Questa dispone di due USB classiche, una porta USB Type-C con supporto Power Delivery e due porte DC utilizzate da una serie enorme di dispositivi elettronici. Una di questa serve alla ricarica della nostra Tanker tramite l’alimentatore fornito in dotazione, mentre l’altra funge da ponte per la serie innumerevole di adattatori forniti in dotazione.

Come se fosse un alimentatore compatibile infatti, la nostra Litionite riesce ad offrire, per tutti i notebook sul mercato dei brand principali (davvero tutti) un connettore ad hoc, anche nei casi di dock proprietari come quelli di Lenovo, Apple (Magsafe) e simili. Il tutto è in grado di offrire in uscita fino a 20 Volt e 90 Watt. La capacità complessiva è di ben 50000mAh, che potrebbero anche non rivelarsi troppissimi se usate un gran bel notebook e dovete eseguire delle operazioni non leggerissime: la durata varierà proprio in base a questo. In tandem potete ricaricarci anche smartphone, tablet e simili. Inoltre può svolgere il ruolo di caricabatterie da presa, visto che dispone della funzionalità Pass Through.

Dalle dimensioni e peso abissali di 19 x 2,8 x 15 cm e 1.2 kg, è senza dubbio da portare in uno zainetto da lavoro, magari proprio insieme al notebook. Questa rappresenta l’unica soluzione universale affidabile presente sul mercato, con un prezzo ragionevole, per chi vuole alimentare dispositivi dalla potenza così elevata.

Medie capacità: dagli 8000 ai 14000 mAh

Charmast 10000mAh Type-C

Iniziamo la nostra sezione con le capacità intermedie da Charmast 10000mAh Type-C, prodotto di un brand che solo recentemente è emerso sul mercato portando con sé dei nuovi standard di mercato. Questa è infatti una batteria esterna economica, davvero alla portata di tutti, ma che non rinuncia assolutamente alle performance. Abbiamo 10.000mAh per ricaricare un paio di volte abbondanti un po’ tutti gli smartphone sul mercato, nonché svariate volte periferiche di entità minore. Queste possono essere rifocillate sfruttando le sue porte, tre nello specifico: due USB full size, con output fino a 2.4 Ampere, e una USB-C dotata invece di output fino a 3 Ampere, ottimo per ricaricare in modo rapido molti dispositivi. Tutti i device che nascono con Type-C usano solitamente questo standard minimo per ricaricarsi in modo rapido.

Corredano il tutto un display che mostra la percentuale di ricarica residua. La ricarica è possibile tramite connettore Type-C e impiega 4,5 ore per poter essere portata a termine se sfruttate un bel caricabatterie da presa. In dotazione troviamo un sacchetto per il trasporto e un cavetto Type-A/Type-C: per sfruttare al meglio l’output 3 Ampere avrete bisogno di un cavetto Type-C doppio, come quello che vi suggeriamo fra gli accessori.

uGreen Power Bank 10000mAh

Aukey Power Bank Wireless 10000mAh

Piccole capacità: dai 3000 ai 7000 mAh

iWalk 3300mAh Type-C / Lightning

Arriviamo a parlare di batterie esterne di piccolo taglio trovando iWalk 3300mAh. Questo prodotto, abbastanza unico nel suo genere, rappresenta sicuramente la soluzione più compatta e portabile da predisporre per il proprio smartphone – sì, prettamente smartphone. Il tutto consiste in un piccolo box simil-cilindrico che dispone, al centro, lateralmente, di un connettore integrato. Questo può essere USB Type-C per tutti gli smartphone più moderni di qualsiasi fascia, oppure Lightning per chi dispone di un iPhone. Inserito il connettore all’interno, la iWalk 3300mAh andrà ad agganciarsi allo smartphone, mettendolo in ricarica ed evitando di utilizzare cavetti.

Tale estrema praticità ovviamente dispone di un contro: la batteria in questione ha una capacità davvero ridotta, di soli 3300mAh. All’atto pratico potremmo dire che, nei casi di iPhone, offrirà una ricarica completa, mentre per gli smartphone Type-C non è detto che sia così. Più un prodotto da usare nelle emergenze, magari quando si vuole evitare di portare con sé borselli o simili – pensare ai ricevimenti e a contesti molto formali è molto semplice -, pur preservando la possibilità di rimanere con un dispositivo utilizzabile, seppur non al pieno della carica. Il prodotto si ricarica, successivamente, tramite una porta presente lateralmente: Type-C per il modello Type-C, Lightning per quello Lightning.

Con dimensioni e peso estremamente contenuti di 4,2 x 2,3 x 7,7 cm e 77 grammi, è la soluzione on-the-go più pratica in assoluto, seppur non molto economica in rapporto a quanto energia offre.

Accessori batteria esterna

Le batterie esterne, per funzionare al meglio, hanno bisogno di accessori. Non usare tutta la componentistica adatta implica non sfruttare al meglio dalla propria batteria: vediamo quindi brevemente cosa di certo non può mancare utilizzando una batteria esterna.

Cavi Micro USB

Le batterie esterne mettono a disposizione almeno un cavetto micro USB di media fattura per ricaricare i vostri dispositivi. C’è però da notare due cose: la prima, è che sicuramente ne avete già uno fornito col vostro dispositivo ma è nettamente più comodo averne un altro da portare in giro; la seconda è che se avete un dispositivo Apple o moderno, sicuramente in dotazione non avrete un cavo Lightning secondario o USB Type-C. Per far fronte a ciò quindi, vi consigliamo l’acquisto di alcuni pacchetti dedicati.

Per il connettore micro USB, non possiamo che suggerirvi l’acquisto del pacchetto multiplo offerto da AmazonBasics. Dispone di moltissimi cavetti di lunghezza diversa, con una convenienza davvero incredibile sul prezzo finale. Lo trovate di seguito.

Cavi USB Type-C

Se invece volete acquistare dei cavi USB-C, abbiamo due proposte dedicate di Aukey: la prima è un pacchetto multiplo di tre cavi cordati USB-C / USB-A, da poter sfruttare dunque con tutte le periferiche classiche; mentre il secondo è un solo cavo USB-C doppio, utilissimo se volete sfruttare qualche batteria esterna dotata di standard su PowerDelivery (che funziona solo su doppia USB-C, lo ricordiamo).

Cavi Lightning

Infine, nel caso di dispositivi Apple con connettore Lightning non possiamo che suggerirvi il vecchio e caro cavo cordato Lightning / USB-A di AmazonBasics, nonché il nuovo cavo Anker Lightning / USB-C se volete sfruttare invece la tecnologia di ricarica rapida integrata nei nuovi iPhone o iPad (se non avete un cavo Lightning / USB-C, non l’avete mai provata!).

Caricabatterie USB

Superato lo scoglio dei cavi, passiamo al secondo più importante, ovvero il caricabatterie da presa. Se volete ricaricare in tempi umani la vostra batteria esterna, dovete averne uno che dispone almeno di un output da 2 Ampere. Potrebbe andare benissimo il caricabatterie fornito in dotazione col vostro tablet o col vostro smartphone ovviamente, ma è chiaro che se di sera volete ricaricare sia il dispositivo in questione e sia la batteria esterna, con una sola porta USB alla presa non potete farlo.

Per questo motivo vi invitiamo caldamente ad acquistarne uno secondario o uno doppio in grado di ripristinare la carica di entrambi in contemporanea. A tal proposito vi rimandiamo alla nostra guida dedicata al miglior caricatore USB, sempre aggiornata con i migliori prodotti.

La nostra analisi

Perché fidarti di noi

Ridble è il primo sito in Italia dedicato alle guide all’acquisto per tre motivi: è, innanzitutto, il sito dedicato alle guide all’acquisto più longevo, avendo compiuto 6 anni il 18 febbraio 2019. Inoltre è il primo sito di guide all’acquisto per numero di guide a disposizione: ne offriamo oltre 2000, sempre accessibili per gli utenti. Ridble è, infine, il primo sito in Italia di guide all’acquisto per numero di ordini online generati: sono stati oltre 100.000 quelli effettuati nel 2018.

Sono infatti migliaia i lettori che si sono già fidati di noi per trovare il miglior prodotto per le loro esigenze, ed il perché è semplice: il nostro compito è quello di monitorare e seguire costantemente i prodotti al fine di testarlianalizzarli e confrontarli fra loro per suggerire solo i più degni di nota. La qualità del nostro lavoro è testimoniata dal fatto che il 98% degli utenti che hanno fatto un acquisto attraverso le nostre guide hanno dichiarato di essere rimasti pienamente soddisfatti del prodotto consigliato. Infatti solo il 2% degli utenti ha richiesto il reso del prodotto acquistato tramite una nostra guida. Nel corso di questi anni abbiamo risolto i più disparati dubbi sugli acquisti non solo in Italia, ma affermandoci anche in mercati sensibilmente diversi, come quello spagnolo.

Possiamo quindi dire che in questi anni abbiamo creato un vero e proprio “metodo Ridble” per consigliare i prodotti da acquistare.

Uno dei cardini di questo modello è rappresentato dalle competenze e conoscenze che i nostri Specialist devono necessariamente arrivare ad avere anche solo per realizzare una guida all’acquisto. Difatti, per diventare Specialist di Ridble è necessario studiare e testare circa 100 prodotti, al fine di dimostrare di essere realmente degni di aiutarvi nelle scelte più difficili. Inoltre ogni Specialist si dedica interamente ad una specifica categoria merceologica, perché non crediamo nei “tuttologhi”: ognuno ha delle aree di competenza, e non scrive di tutto solo per generare traffico.

Ad esempio, come specialist delle powerbank su Ridble, mi occupo di testare in prima persona tutti i modelli con cui entro in contatto. Solitamente ho così tante batterie esterne in prova a disposizione che, in ogni stanza e persino all’interno della mia autovettura, ne trovo una a disposizione pronta a salvarmi nei momenti di carica residua scarsa; come al solito, proprio in questi momenti ne approfitto per tenere sempre traccia di quanto velocemente il mio dispositivo di turno ci ha messo a ricaricarsi, anche nel corso dei mesi.

Un altro importante fattore del nostro modello è che le nostre guide all’acquisto sono sempre aggiornate. Infatti ogni mese aggiorno personalmente tutte le guide di mia competenza. Potete quindi essere certi che ogni volta che consulterete una nostra guida troverete i migliori prodotti da comprare in quello specifico momento.

A conferma del nostro impegno, vi basti pensare che la nostra competenza in materia di guide all’acquisto è riconosciuta dai brand più importanti al mondo. Siamo, ad esempio, tra i pochi siti al mondo ad aver realizzato una guida all’acquisto direttamente su Amazon Italia.

Come selezioniamo i prodotti

Il metodo selettivo per quanto riguarda i prodotti all’interno delle guide è qualcosa che abbiamo sviluppato durante il corso di questi anni. Questo, è diventato un vero e proprio modus operandi, composto fondamentalmente da quattro fasi.

La prima è quella dell’intercettazione del prodotto: quando questo diventa ufficiale, allora viene individuato dai nostri radar. Tutte le voci di corridoio e i rumors non fanno parte del metodo Ridble, poiché la cronaca non ci interessa. Sono solo gli eventi ufficiali e i comunicati stampa ad innescare questa fase, immediatamente collegata con la seconda per quanto riguarda l’eleggibilità. Questa preclude che il prodotto sia alla base disponibile all’acquisto presso qualche negozio, sia esso online oppure fisico: nessun prodotto per l’utente finale deve rappresentare una chimera impossibile da raggiungere.

Se le due fasi precedenti volgono al termine in modo positivo, allora si procedere alla terza fase, ovvero quella della prova. Durante questa fase testiamo i prodotti ormai disponibili alla vendita per toccare con mano tutte le caratteristiche relative. Il fine è quello di individuare potenziali dispositivi da inserire all’interno di questa guida dedicata alla batteria esterna. L’ultima fase è appunto quella dell’inserimento dei prodotti: durante questa individuiamo una specifica fascia in cui il prodotto può essere collocato, eventualmente sostituendo qualche altro prodotto meno performante per un prezzo analogo. Ogni mese infatti, aggiorniamo tutte le guide all’acquisto dando l’opportunità a nuovi prodotti ad essere inseriti nelle guide seguendo tutte e quattro le fasi sopracitate, mettendo magari in discussione quelli che erano già presenti.

Se vuoi saperne di più del metodo Ridble visita la nostra pagina come lavoriamo.

Test tecnici

Per selezionare le batterie esterne dobbiamo necessariamente eseguire dei test tecnici: troppo semplice per i produttori realizzare schede tecniche particolarmente esuberanti se poi, sul campo, i powerbank non rendono quanto promettono.

Per farlo, in primo luogo, quello che testo è la capacità effettiva. La batteria esterna dispone di una capacità totale che è sempre ben esplicitata: questa però non sempre, sulla carta, corrisponde all’effettivo quantitativo di energia che si riceve in output nella ricarica dei dispositivi. Il fenomeno è assolutamente di base normale, ma per essere ritenuta idonea, una batteria esterna deve presentare tale fenomeno in forma contenuta. Ma che significa?

La capacità di una batteria si misura in mAh (milliampereora), ed è proprio con questa unità di misura che anche i dispositivi come smartphone, tablet, PC, sigarette elettroniche vengono indicati anche sulle relative schede tecniche. Va da sé dunque che, il classico approccio di associare la batteria del proprio dispositivo a quella complessiva della powerbank è in parte sbagliato, perché come abbiamo detto esiste il fenomeno della dispersione energetica, ma va inoltre considerato che i dispositivi che vengono ricaricati solitamente rimangono anche accesi, eseguendo processi, e dunque hanno un consumo.

batteria esterna

Il test che eseguo in questo caso è fondamentalmente quello di ripetere dei cicli di carica completi. Ciò significa che, con powerbank al 100% di carica appena staccato dalla presa di corrente, eseguo uno scarico totale collegando quanti più dispositivi possibili alla batteria esterna, fino a che questa non lampeggia e non riesce a fornire più energia. A questo punto, ricarico la batteria esterna e rieseguo il tutto per almeno 4 o 5 volte, necessarie per far sì che le celle interne possano raggiungere il massimo del loro potenziale.

Per ogni ciclo di carica, segno quanti mAh effettivi ho avuto modo di ricaricare. Al termine di tutti i cicli stilo una media dei milliampereora ricaricati, e li metto in relazione a quella che è la capacità della batteria: se questa non dispone di un’efficienza energetica almeno del 70%, la batteria non verrà inclusa all’interno di qualcuna guida, in quanto eccessivamente bassa.

Successivamente è necessario valutare le performance di carica, ovvero quanto effettivamente le varie porte o i vari cavi integrati presenti sulla powerbank riescono a ricaricare velocemente i dispositivi vari. Per svolgere tale test utilizzo dei cavetti di ottima fattura, sfruttando anche in un secondo momento anche quelli presenti in dotazione. Il benchmark che voglio ottenere è molto semplice: che differenza c’è, in termini di tempo, a ricaricare un dispositivo con la batteria esterna rispetto che al suo caricabatterie USB da presa?

Se in termini di minuti si rasenta quasi lo stesso tempo, allora la batteria esterna è idonea, in quanto sicuramente sfrutta al meglio lo standard di ricarica rapida supportato dal dispositivo – sia esso uno smartphone, un tablet, una sigaretta elettronica, delle cuffiette o quant’altro. N.B.: c’è da precisare che non tutti i dispositivi mettono a disposizione un caricatore USB da presa con ricarica rapida: per questi, sfrutto un caricatore multiplo esterno con PowerDelivery e Quick Charge 3.0, in modo tale da non falsare in nessun caso i numeri di partenza. In tutto ciò, valuto anche se la batteria esterna dovesse riscaldarsi eccessivamente, cosa che potrebbe essere non poco fastidiosa e pericolosa soprattutto per l’utilizzo nei periodi estivi.

batteria esterna

Un altro test tecnico va inoltre effettuato inevitabilmente sulla portata. Ogni batteria esterna, come abbiamo detto, dispone di un amperaggio e voltaggio massimo per porta, nonché di uno complessivo. In questo caso dunque, la nostra prova verte proprio su questa tipologia di test: per ogni porta viene collegato, uno alla volta, un dispositivo Android adatto a sostenere il carico energetico in uscita a pieno. Tale dispositivo Android esegue l’applicazione Ampere, la quale mostra a schermo tutti i valori di intensità di corrente e tensione elettrica in tempo reale. In tal modo, oltre a verificare che effettivamente il dispositivo si ricarica e con i tempi previsti dal produttore, abbiamo la possibilità di confermare che la porta eroga i volt e gli ampere dichiarati dal produttore della batteria esterna.

Eseguito il test su tutte le porte singolarmente, se i dati dichiarati sono al pari con quanto registrato a schermo dall’app Ampere, allora procediamo con eseguire un test simultaneo, collegando tanti smartphone quanto la batteria esterna consente di collegare (per intenderci, uno per porta). A questo punto, in base al voltaggio e all’amperaggio massimi in uscita della batteria, verifichiamo con i dispositivi sempre tramite l’app Ampere se l’erogazione avviene senza problemi: il risultato finale sarà quello di confermare se, dato un numero di volt e di ampere totali, la batteria è in grado di raggiungerli sommando quelli erogati su ogni singola porta. Se così è, allora il test tecnico va a buon fine; diversamente, con dati di erogazione nettamente inferiori a quanto dichiarato, il prodotto viene escluso dalla nostra guida.

Ultimo test tecnico non meno importante è quello che riguarda i tempi di ricarica della batteria stessa. Questa, infatti, necessita solitamente di un quantitativo di ore notevole per essere rifocillata dallo 0 al 100%, solitamente indicato con 4 LED di stato. Per questo è fondamentale testare anche quanto il produttore è stato in grado di fare per spingere a ricaricare la powerbank in tempi brevi, mediante tecnologie di ricarica rapida o eventuali soluzioni particolari (solitamente troviamo anche il doppio ingresso micro USB e Type-C con PowerDelivery). Per testare il tutto utilizzo un caricatore da presa da ben 60 Watt e dotato di standard Power Delivery, così da essere sicuro che nessun collo di bottiglia può interferire sul risultato finale. A ciclo completo, quindi con l’ultimo LED che smette di lampeggiare, conto le ore necessarie per eseguire l’intero ciclo.

Non finisce qui, perché ovviamente rieseguo l’operazione più volte, facendo scaricare completamente il powerbank (per ricaricare i dispositivi, test precedente). Eseguita l’operazione 4 o 5 volte, stilo una media di tempi fra tutti i dati ottenuti e metto a confronto il risultato con quanto dichiarato dal produttore: se le ore necessarie per ricaricare la batteria esterna sono più elevate rispetto a quanto dichiarato dal produttore, allora il prodotto è papabile all’inserimento nella guida all’acquisto: se si parla di 50-60 minuti circa in più per le batterie di taglio piccolo in più, oppure di 110-120 minuti circa in più per quelle più grandi, allora scartiamo il powerbank in questione.

Claudio Carelli

Sono il responsabile editoriale di Ridble e mi occupo del coordinamento di tutto il team garantendo che i contenuti realizzati siano in linea con la nostra linea editoriale. Ricopro anche il ruolo di specialist per alcune categorie come le cuffie visto il mio trascorso da musicista, ma anche per ciò che riguarda le soluzioni di ricarica.

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